Gli oracoli della moneta by Alberto Orioli

Gli oracoli della moneta by Alberto Orioli

autore:Alberto, Orioli [Orioli, Alberto]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Economia, Contemporanea
ISBN: 9788815329615
editore: Societa editrice il Mulino Spa
pubblicato: 2016-09-14T22:00:00+00:00


14.

La disputa sul Faust

L’idea “eraclitea” della condizionalità, nel gergo delle Banche centrali, è prima una condizione metodologica imprescindibile per garantire alla forward guidance di essere corretta o adattata al variare delle condizioni esterne senza che ciò appaia, ex post, un errore di previsione.

È il sottile salvagente intellettuale che rende la narrazione del banchiere centrale sempre ancorata a certezze e creatrice di fiducia.

Poi l’idea della condizionalità, nel corso della gestione della crisi, cambia natura e diventa l’imposizione di vere e proprie clausole ai fruitori della politica monetaria. E si avvicina, pur se per motivi opposti, al retroterra concettuale della «sospensione condizionale» prevista dal codice penale.

Dal metodo al merito quel passaggio è breve, brevissimo e per molti – Mervyn King per primo – segna la transizione dalla politica monetaria alla politica tout court.

Draghi, appena nominato, sa bene che deve rendere ancora più efficiente la riparazione del meccanismo di trasmissione della liquidità; per questo annuncia, dopo la mossa a sorpresa dei tassi, due nuovi programmi di Ltro a più lungo termine nel 2011 e nel 2012. E di importo massiccio: intorno ai 1.000 miliardi in due anni. Intende far capire ai mercati come sia deciso e profondo l’atteggiamento verso l’idea di una politica monetaria focalizzata al rilancio dell’economia. Ma non sortisce tutti gli effetti sperati. La Borsa di Milano perde il 2,5%.

Si tratta di aste di liquidità a tre anni con cui la Bce concede denaro alle banche a un tasso dell’1% in cambio di collaterale con rating investment grade, in sostanza titoli pubblici a esclusione di quelli greci, considerati troppo rischiosi e fuori target.

In particolare, il 21 dicembre 2011 la Banca centrale colloca in asta 489,19 miliardi di euro con scadenza al 29 gennaio 2015 (e opzione di pagamento anticipata a un anno) presso una platea di 523 banche europee. Il 29 febbraio 2012 la seconda asta fornisce ulteriore liquidità, a un tasso ancora più basso, lo 0,75%, per 529,53 miliardi di euro (scadenza al 26 febbraio 2015) di cui 100 aggiudicati dalle banche italiane. Stavolta è il turno anche degli istituti più piccoli perché vengono allentati i vincoli sui titoli da portare come collaterale: sono 800 gli istituti che partecipano all’asta. Ammessi anche i titoli greci.

L’obiettivo principale è sempre quello di evitare il credit crunch che congela i finanziamenti all’economia reale piegata dai rovesci di una recessione devastante. Con queste iniezioni di liquidità a buon prezzo si tenta di indurre le banche ad acquistare parte del debito sovrano europeo affinché si allenti lo spettro della crisi del debito e si garantiscano alle stesse banche maggiori margini di manovra sulla gestione delle erogazioni a imprese e famiglie. Per gli istituti di credito si prospetta un’ottima occasione per fare operazioni di carry trade: fare provvista di liquidità quasi a tasso zero e impiegarla in bond dai rendimenti assai più alti. È proprio quella che i detrattori di questa politica – Bundesbank in testa – temono: si rischia di creare un alibi che consente agli Stati di evitare le riforme e si rischia di



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